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Bulimia nervosa

Bulimia nervosa

 

La BULIMIA NERVOSA è un disturbo dell’alimentazione caratterizzato dalla presenza di episodi di abbuffate a cui seguono comportamenti di compensazione finalizzati ad ostacolare l’aumento di peso.

Generalmente, i soggetti con bulimia nervosa sono normopeso e questo fa sì che il disturbo sia più difficile da identificare rispetto all’anoressia nervosa. Insorge tipicamente in tarda adolescenza o nella prima età adulta ed è diffuso prevalentemente nelle persone di sesso femminile (rapporto femmina-maschio di circa 10:1).


Per giungere alla diagnosi di bulimia nervosa devono essere presenti i seguenti criteri:

  • presenza di ripetute abbuffate: con il termine “abbuffata” si intende una persona che ingerisce, in un limitato periodo di tempo (solitamente meno di due ore), una quantità di cibo superiore rispetto a quella che mangerebbe la maggior parte delle persone in situazioni simili e nello stesso periodo di tempo. Durante l’abbuffata, inoltre, la persona ha la sensazione di perdere il controllo. Per “perdita di controllo” si intende l’incapacità di astenersi dal mangiare o di smettere una volta iniziato, perdere il senso di ciò che si sta mangiando o della quantità. Alcune persone riferiscono una sensazione di estraniamento che accompagna l’abbuffata.
  • presenza di comportamenti compensatori per contrastare gli effetti dell’abbuffata e prevenire l’aumento di peso. Il comportamento compensatorio più comunemente messo in atto è il vomito autoindotto. In alcuni casi, il vomito può essere indotto anche dopo aver mangiato ridotte quantità di cibo. Altre condotte compensatorie sono il digiuno, l’esercizio fisico eccessivo, l’uso improprio di lassativi e diuretici, l’uso di farmaci anoressizzanti;per parlare di bulimia nervosa, le abbuffate e le condotte compensatorie si presentano più di 1 volta alla settimana per almeno 3 mesi consecutivi.
  • intensa preoccupazione di aumentare di peso. In queste persone la valutazione di sé (autostima) e del proprio valore si basa essenzialmente sulla forma del proprio corpo, sul peso e sulla capacità di controllarli.

Il disturbo viene mantenuto nel tempo a causa dell’instaurarsi di un circolo vizioso autoperpetuante in cui la preoccupazione per il peso, la dieta ferrea, le successive abbuffate e condotte compensatorie si autoalimentano. L’eccessiva restrizione dietetica o il digiuno, infatti, aumentano la probabilità di fare abbuffate, le quali conducono ad attuare condotte compensatorie nel tentativo di neutralizzarne l’effetto, mantenendo così i sintomi della bulimia.


Solitamente le abbuffate sono scatenate da: emozioni negative (ad esempio, sentimenti negativi legati alla forma corporea, al peso e al cibo, noia, tristezza, ecc.), condizioni interpersonali o situazioni stressanti, restrizione dietetica come dieta ferrea o digiuno. A breve termine, l’abbuffata può attenuare le cause che l’hanno scatenata ma, successivamente, determina nella persona forti emozioni negative di autosvalutazione, sensi di colpa, vergogna.

Le condotte di eliminazione possono portare a gravi complicanze mediche. Il vomito ripetuto e/o l’abuso di lassativi possono causare scompensi dell’equilibrio elettrolitico (ad esempio la riduzione del livello ematico di potassio) e conseguenti ripercussioni a livello cardiaco, renale e cerebrale. Altre patologie secondarie alle condotte di eliminazione comprendono gastriti, esofagiti, emorroidi, prolasso rettale. Il vomito ripetuto, inoltre, può condurre ad una cospicua e permanente perdita dello smalto dentale, specialmente dei denti incisivi.


L’esposizione a una continua restrizione calorica può provocare, inoltre, sintomi quali depressione, ansia, ossessività, irritabilità, sensazione di inadeguatezza, affaticamento, preoccupazione per il cibo, scarsa concentrazione, isolamento sociale.


La terapia cognitivo comportamentale è un trattamento di provata efficacia per la bulimia nervosa.
L’obiettivo principale del trattamento è, innanzitutto, quello di normalizzare il comportamento alimentare, interrompendo il circolo vizioso restrizione-abbuffata-vomito, e modificare la convinzione che il peso costituisca l’unico o il principale fattore in base al quale valutare il proprio valore personale.

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