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ADHD

 

ADHD è l’acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, conosciuto in Italia con il nome di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Esso fa riferimento ad un disturbo neurobiologico ad esordio infantile, caratterizzato da marcati, persistenti e maladattivi livelli di disattenzione, impulsività e iperattività.

Si stima che ne risultano affetti all’incirca il 7% della popolazione infantile e il 4% della popolazione adulta (Faraone et al.2003, Fayyad et. al 2007), ma nonostante sia oramai nota la presenza del disturbo anche negli adulti, solo una minima parte di essi riceve diagnosi e trattamento. È stato dimostrato che avere l’ADHD rende vulnerabile ad altri disturbi, che emergono nel corso degli anni complicando ulteriormente il quadro clinico: circa il 50%-87% degli individui ADHD presenta almeno un altro disturbo in comorbidità.Tra questi, i più frequenti sono: Disturbo Oppositivo Provocatorio , problemi di condotta e difficoltà antisociali, Disturbi dell’Apprendimento , bassa auto-stima, depressione , personalità antisociale , abuso di sostanze.

Non è facile riconoscere l’ADHD in età prescolare (età 3-6 anni): molti bambini presentano una marcata iperattività, crisi di rabbia, ma la maggior parte di questi non svilupperanno un ADHD. È durante la scuola elementare (età 6-12 anni) che avviene generalmente la prima diagnosi, per una serie di sintomi che differenziano il bambino ADHD dai suoi coetanei:

  •  accentuata irrequietezza
  •  evidente presenza di sintomi cognitivi, quali disattenzione, facile distraibilità, impulsività
  •  difficoltà scolastiche
  •  evitamento di compiti cognitivi (in particolare compiti di ricopiatura, o letture lunghe)
  •  reazioni impulsive
  •  rifiuto da parte dei compagni
  •  bassa autostima, sensazione di non essere capace
  •  possibile compresenza di un comportamento oppositivo-provocatorio.

Il bambino è distratto, fatica a concentrarsi, non riesce a portare a termine le azioni intraprese, evita le attività che richiedono attenzione, perde oggetti significativi o si dimentica attività importanti. Tende a passare rapidamente da un’attività all’altra, non riesce ad aspettare il proprio turno in situazioni di gioco e/o di gruppo. Ha difficoltà a rispettare le regole, i tempi e gli spazi dei compagni, fa fatica a restare seduto.

In mancanza di un tempestivo riconosciemnto e diagnosi di ADHD, seguita da un adeguato intervento, questo quadro tenderà a persistere in adolescenza, presentadosi

– prestazioni scolastiche inferiori rispetto alle proprie potenzialità

– attenuazione dell’iperattività motoria, sostituita da una maggiore inquietudine interna

– persistenza delle difficoltà attentive, di pianificazione e di organizzazione

– instabilità nelle relazioni sociali

– ricerca di sensazioni e condotte pericolose

– problemi emotivi e presenza di comorbidità come ansia, depressione, abuso di sostanze

– permanenza di impulsività, disadattamento sociale e difficoltà familiari.

La terapia cognitivo- comportamentale si è dimostrata la più efficace nel trattamento dell'ADHD. La valutazione  di un bambino iperattivo deve essere sistematica e comprensiva di una serie di prove cognitive e comportamentali, che permettano di identificare correttamente la presenza dell’ADHD, di escludere diagnosi alternative e di considerare l’eventuale presenza di disturbi associati. Al trattamento del bambino è fondamentale associare il Parent Training ai genitori volto a fornire strategie di gestione ai familiari del bambino ADHD.

Il Centro Artemide, specializzato nel trattamento dell'ADHD, offre inoltre percorsi specifici e individualizzati per il trattamento del bambino con deficit di attenzione-iperattività e per la sua famiglia.

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