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La valenza della musica in adolescenza

La valenza della musica in adolescenza

14 Marzo 2025

“Danzo al chiaro di luna e odo il battere dei tamburi
i campanelli alle mie gambe risuonano come stelle ammiccanti
le penne stormiscono come i venti che turbinano sulla prateria
le voci dei cantori, là vicino al tamburo, assomigliano al tuono
Io danzo sulle nuvole”

Questo passo tratto dal libro “Sai che gli alberi parlano?” e scritto da un ragazzo nativo americano, riassume in poche parole la capacità che possiede la musica, grazie alla sua valenza comunicativa di tipo simbolico, di “trasportarci” in luogo diversi, di creare uno spazio dove la persona può rifugiarsi. Nello stesso tempo la musica conforta, non ci fa sentire soli perché le note toccano le nostre corde più profonde. La musica parla per noi, parla di noi. Questo è ancora più vero per l’adolescente che in questo particolare momento di crescita e di ricerca, spesso incontra la solitudine, si sente diverso, si sente perduto. Ed ecco però che il giovane scopre il potere della musica che rende in molti casi possibile tollerare quel ritiro in se stesso che altrimenti talvolta sarebbe insopportabile. La musica, la canzone, hanno il ruolo di dar voce ad un disagio, di cantarlo, di parlare agli adolescenti. È il malessere di chi suona o di chi canta, ma è anche il loro.
L’adolescenza è l’età del cambiamento. Adolescere significa in latino crescere. L’immagine del trapezista che Erikson fornisce, ci permettere di vedere bene la precarietà sospesa ma anche lo slancio, di tale periodo evolutivo. Il giovane, come il trapezista, ha già lasciato il primo trapezio ma non ha ancora afferrato il secondo. La conquista graduale dell'autonomia e il superamento dei bisogni infantili di dipendenza sono fra i compiti complessi di questo periodo. L’adolescente ha urgenza di trasformare il suo mondo interno, particolarmente il suo mondo infantile arcaico, per sfuggire all’influenza dei genitori. Durante questo periodo di crescita i processi di pensiero vengono spesso espressi a livello corporeo, con una grave carenza della dimensione simbolica. In questa crisi di identità, l’adolescente non può che rivolgersi verso di sé, si guarda, si scruta attento ad ogni minima mutazione corporea ma non ha ancora gli strumenti per contattare il suo mondo interno. Le emozioni che prova possono assumere una forma talmente indefinita che rappresentano una minaccia dalla quale fuggire. Ecco che l’esperienza musicale può aiutarlo a contattare il suo mondo interno, a riconoscere gli elementi confusi che lo abitano. La musica in un contesto di cura acquisisce il valore di strumento per la conoscenza di sé. L’artista rende possibile l’ascolto di un disagio espresso solo in note o accompagnato a parole, disagio che parla di un malessere che è il suo ma che è anche quello giovanile.

Biografia
Amminiti M. (1991) “Rappresentazionimentali e modelli operativi interni nell'adolescenza”, Psichiatria dell'Infanzia edell'adolescenza, Vol. 57, n. 4-5-6, p. 561-570.

Erikson, E.H. (1968), Identity youth and crisis, W.W. Norton & Company, New York (trad. it.
Gioventù e crisi d'identità  Armando Editore, Roma 1974)

Villa A. (2013) Pink Freud, psicoanalisi sulla canzone d’autore da Bob Dylan a Van De Sfroos”, ed Mimesis

Ricci Bitti P.(2009) Regolazione delle emozioni e arti-terapie, ed. Carocci


Dott.ssa Irene Fabbri
psicologa psicoterapeuta
Iscrizione Albo psicologi della Toscana n. 4665

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